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HELLAS/GUBBIO

HELLAS

commento alla giornata calcistica del 19 settembre 2010 e a Gubbio Hellas Verona


Amici, detto inizialmente che l' altra squadra veronese impegnata in campionato (la Sambo riposava), ha perso la verginità, pur giocando bene, e senza che il tonfo abbia provocato terribili sconquassi, visto che l' organico della squadra clivense ha buone probabilità di giungere all' obiettivo dichiarato ( salvezza) senza eccessivi patemi, non resta che occuparci del nostro vecchio caro Hellas.

Ancora una volta dobbiamo registrare un altro capitolo tragico, sportivamente parlando,del nostro Hellas: la sconfitta contro il Gubbio segna la seconda conferma negativa dopo la cinquina di Monza. A questo punto la partita del "Brianteo" appare come un episodio isolato del quale è imprescindibile non tenerne più conto.

Avevamo detto che la bella prestazione della squadra contro il Monza aveva necessità di conferme positive, e ci eravamo prefissati le quattro gare successive. Possiamo peraltro affermare sin da subito che il vero Hellas non è stato certamente quello di Monza, stante che tutte le altre gare ufficiali della stagione sin qui disputate (sia prima che dopo) hanno riservato lo stesso clichè: la assoluta mancanza di gioco, l'inesistenza di un'identità della squadra e la quasi totale assenza di carattere.

Ebbene amici tutte queste cose portano, a nostro avviso, al principale, se non unico responsabile della situazione, con ciò riferendoci al Mister Giannini. Lo abbiamo detto domenica in cronaca diretta, assumendoci le nostre responsabilità come ce le assumiamo adesso, e affermiamo che l'identità della squadra è data dall'idea di gioco che il proprio allenatore le conferisce e noi non riusciamo a vedere quell' "idea" nel gioco del nostro Hellas.

La squadra pur qualitativamente, mediamente inferiore a quella dello scorso anno, ha delle ottime individualità e gli acquisti dell'attaccante austriaco e del centrale islandese ne sono la riprova. Ma, ci chiediamo, ad esempio, come possa il povero Halfredsson a rimanere da solo a centro campo con Esposito senza poi rimediare, incolpevolmente,qualche brutta figura, come possa fare Picklemann a sfruttare il proprio potenziale offensivo senza avere nessuno che lo rifornisca di palloni giocabili. Ci chiediamo poi come si possa iniziare la gara regalando costantemente due giocatori agli avversari con un Berrettoni dal gioco vistoso ma purtroppo inutile e con un Mancini inguardabile. Ci chiediamo poi perchè la squadra, alla prima difficoltà, vada subito in sofferenza psicologica ci chiediamo inoltre, ma la risposta è scontata, chi debba dare alla truppa la mentalità vincente.

La risposta - come detto - è scontata e conferma quanto abbiamo detto poc'anzi. Se la società vorrà mutare la rotta della "barca Hellas", dovrà nostro avviso rivisitare le proprie scelte circa la guida tecnica, pena dover provare nuovamente le stesse sofferenze della stagione di Colomba-Sarri-Pellegrini. Attenzione amici, i tifosi non sopporterebbero di nuovo tali angosce e il segnale - preoccupante - della riduzione della pattuglia Hellas in trasferta (confrontando le trasferte di Lanciano, l'anno scorso, e di Gubbio oggi più o meno con la stessa distanza la tifoseria al seguito si è addirittura dimezzata) può essere una prima avvisaglia di "disamoramento"; sarebbe gravissimo, il patrimonio Hellas è costituito in gran parte dai propri tifosi, dalla fede gialloblù, perderla sarebbe imperdonabile.

Comunque la nostra speranza è di essere smentiti prontamente sin da Reggio Emilia anche se la razionalità non fa che rinfocolare le nostre preoccupazioni.

Vi saluto con il grido sempre, forza forza, forza HELLAS.


Massimo Belligoli

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